Guida pratica · bambini 7–10 anni

7 esperimenti di fisica per bambini da fare davvero

Gravità, aria e forza elastica spiegate con fogli, elastici e oggetti che avete già in casa. Niente formule: si parte da una domanda e si lascia che sia l’esperimento a rispondere.

Età
7–10 anni
Tempo
8–40 min ciascuno
Difficoltà
facile–media

Quali esperimenti di fisica funzionano meglio a casa?

I migliori sono quelli in cui il bambino può cambiare una sola cosa e osservare che cosa succede. Per iniziare bastano un foglio appallottolato e uno disteso, un elastico teso oppure due paracadute di carta di grandezza diversa.

Prima chiedete «Che cosa pensi che accadrà?». Dopo la prova, chiedete «Quale indizio hai visto?». Questa piccola sequenza trasforma un gioco nel primo passo del metodo scientifico.

Quattro regole per sperimentare in sicurezza

  • Un adulto prepara forbici, elastici e parti piccole e resta presente durante la prova.
  • Gli oggetti si lasciano cadere dall’altezza delle spalle dell’adulto: mai da sedie, tavoli, scale o balconi.
  • Gli elastici restano lontani da viso e occhi; non si usano mai per lanciare oggetti.
  • La zona di atterraggio deve essere libera e morbida: un tappeto o un asciugamano piegato vanno benissimo.

01 · Gravità

Perché le cose cadono verso il basso?

La gravità è l’attrazione tra corpi dotati di massa. Vicino alla superficie terrestre la vediamo come una forza che attira gli oggetti verso il centro della Terra. L’aria, però, può rallentare la caduta e confondere l’osservazione.

Dillo così a un bambino

«La Terra è come un enorme abbraccio invisibile: tira ogni cosa verso di sé.»

Mia confronta la caduta di un foglio disteso e dello stesso foglio appallottolato
Stessa carta, forme diverse: l’aria cambia la velocità della caduta.
Esperimento 1 8 minuti · facilissimo

Il foglio e la pallina: chi arriva prima?

Che cosa scopriamo: la forma può cambiare molto una caduta, anche quando la quantità di carta e quindi la massa restano identiche.

Occorrente

  • 2 fogli A4 dello stesso tipo
  • 1 tappeto o asciugamano piegato
  • 1 matita per segnare i fogli
Prima della prova: segnate i fogli con A e B. Verificate che siano davvero uguali e chiudete porte e finestre per ridurre le correnti d’aria.
  1. Preparate le due forme. Lasciate A disteso e appallottolate bene B, senza strappare o togliere carta.
  2. Fate una previsione. Chiedete quale dei due toccherà per primo il tappeto e perché.
  3. Allineate la partenza. L’adulto tiene A e B alla stessa altezza, circa quella delle proprie spalle, uno per mano e con il bordo inferiore allo stesso livello.
  4. Lasciate, senza spingere. Aprite entrambe le mani nello stesso momento. Un’altra persona osserva l’arrivo di lato.
  5. Ripetete tre volte. Scambiate ogni volta la mano che tiene A e quella che tiene B, così una mano più rapida non altera sempre lo stesso foglio.
  6. Fate il controllo decisivo. Appallottolate anche A fino a ottenere una pallina simile a B e ripetete la caduta.
Che cosa osservare: la pallina arriva prima del foglio disteso; quando entrambi hanno una forma simile, arrivano quasi insieme.
Perché succede? La gravità attira entrambi i fogli verso il basso. Il foglio disteso presenta all’aria una superficie frontale molto più grande e subisce un rallentamento più evidente; la pallina compatta attraversa l’aria più facilmente. Nel vuoto, dove la resistenza dell’aria non esiste, i due fogli avrebbero la stessa accelerazione.
Se il risultato non è chiaro: appiattite bene A, rendete B più compatto e controllate che non ci siano ventilatori o correnti. Non aumentate l’altezza salendo su mobili.

Domanda che accende il ragionamento: «Abbiamo cambiato la quantità di carta o soltanto la forma che incontra l’aria?»

Esperimento 210 minuti · osservazione lenta

Stessa grandezza, masse diverse: arrivano insieme?

Che cosa scopriamo: la gravità non “sceglie” l’oggetto più pesante, ma nell’aria una massa piccola viene influenzata maggiormente dalla resistenza aerodinamica.

Occorrente

  • 1 pallina da ping-pong
  • 1 pallina di gomma piena di diametro simile
  • 1 asciugamano piegato
  • 1 telefono con rallentatore, facoltativo
Prima della prova: confrontate le palline: devono avere dimensioni e forma simili, ma masse chiaramente diverse. Il telefono va collocato di lato, fermo, senza essere tenuto nella zona di caduta.
  1. Prevedete. Fate tenere le due palline al bambino, poi chiedete se quella più pesante debba necessariamente arrivare molto prima.
  2. Allineate. L’adulto le tiene alla stessa altezza sopra l’asciugamano, con la parte inferiore delle palline allo stesso livello.
  3. Lasciate. Aprite le mani nello stesso istante, senza imprimere alcuna spinta. Osservate di lato o registrate al rallentatore.
  4. Controllate il rilascio. Ripetete cinque volte, scambiando le palline tra mano destra e sinistra.
  5. Rivedete il filmato. Fermate l’immagine sul primo contatto con l’asciugamano e confrontate le cinque prove, non una soltanto.
Che cosa osservare: da una piccola altezza gli arrivi sono spesso molto vicini. La pallina piena può precedere leggermente quella da ping-pong: è un effetto possibile dell’aria, non la prova che la gravità accelera di più i corpi pesanti.
Perché succede? Nel vuoto le due palline avrebbero la stessa accelerazione gravitazionale. Nell’aria incontrano una resistenza simile perché hanno forma e dimensioni simili, ma quella forza ha un effetto proporzionalmente maggiore sulla pallina molto leggera. Per questo questa prova reale non deve essere descritta come una caduta perfettamente simultanea.
Che cosa può falsare la prova: un rilascio non simultaneo produce una differenza più grande di quella che state cercando. Per questo servono più tentativi, mani scambiate e, se disponibile, il rallentatore.

Domanda da investigatore: «La differenza si ripete nello stesso modo in almeno quattro prove su cinque?»

Esperimento 315 minuti · con un adulto

Il pendolo: che cosa cambia il ritmo?

Che cosa scopriamo: per oscillazioni piccole, accorciare il pendolo riduce il tempo necessario per completare ogni oscillazione.

Occorrente

  • circa 80 cm di spago resistente
  • 1 pallina di pasta modellabile di circa 3 cm
  • 1 bastoncino o cucchiaio di legno
  • 2 sedie stabili della stessa altezza
  • nastro adesivo di carta
  • metro e cronometro
Prima della prova: l’adulto appoggia il bastoncino tra gli schienali delle sedie, lo blocca con il nastro e lega lo spago al centro. Le sedie non si usano per salire: servono soltanto come supporti e devono restare ferme.
  1. Costruite il pendolo lungo. Fissate la pallina allo spago e regolate a 60 cm la distanza tra il punto di sospensione e il centro della pallina.
  2. Definite che cosa contare. Un’oscillazione completa parte da un lato, passa dall’altro e termina quando la pallina torna al lato di partenza.
  3. Avviate senza spingere. Spostate la pallina di poco, con lo spago inclinato di circa 10°. Lasciatela e avviate il cronometro nello stesso istante.
  4. Misurate dieci oscillazioni. Fermate il cronometro al decimo ritorno. Ripetete due volte e annotate entrambi i tempi.
  5. Cambiate una sola cosa. Accorciate il pendolo a 30 cm, mantenendo la stessa pallina e una piccola inclinazione iniziale simile.
  6. Confrontate. Cronometrate di nuovo dieci oscillazioni per due volte.
Che cosa osservare: il pendolo da 30 cm completa dieci oscillazioni in meno tempo di quello da 60 cm.
Perché succede? Il tempo di un’oscillazione, chiamato periodo, dipende soprattutto dalla lunghezza del pendolo e dalla gravità. A parità di luogo e con piccoli angoli, il pendolo più corto ha un periodo minore. La massa della pallina non compare nella relazione ideale.
Se i tempi cambiano troppo tra una prova e l’altra: controllate che il supporto non si muova, che la pallina oscilli avanti e indietro senza descrivere un’ellisse e che nessuno le dia una spinta iniziale.

Prova successiva: mantenete 60 cm di lunghezza e cambiate soltanto la quantità di pasta modellabile. Il ritmo cambia davvero?

02 · Forza elastica

Come spiegare la forza elastica ai bambini?

Un oggetto elastico si deforma quando lo tiriamo o lo comprimiamo e tende a tornare alla forma iniziale. Mentre è deformato conserva energia potenziale elastica, che può trasformarsi in movimento.

Dillo così a un bambino

«Quando tiri un elastico, lui fa scorta di un ritorno: appena lo liberi, prova a riprendersi la sua forma.»

Tommaso osserva un'automobilina di cartone azionata da un elastico attorcigliato
L’elastico restituisce l’energia accumulata e mette in moto le ruote.
Esperimento 430–40 minuti · costruzione con un adulto

L’automobilina a elastico

Che cosa scopriamo: l’energia conservata in un elastico deformato può trasformarsi nella rotazione di un asse e poi nel movimento dell’automobilina.

Occorrente

  • cartone ondulato, circa 15 × 8 cm
  • 4 tappi di plastica uguali
  • 2 stecchini di legno da circa 12 cm
  • 1 cannuccia di carta tagliata in 4 guide da 2,5 cm
  • 1 elastico lungo e integro
  • 1 graffetta grande
  • nastro adesivo, righello e pennarello
  • forbici e punteruolo usati soltanto dall’adulto
Prima della prova: l’adulto taglia il cartone, fora esattamente al centro i quattro tappi e piega la graffetta. Controllate l’elastico: se presenta tagli, screpolature o parti assottigliate, sostituitelo.
  1. Segnate gli assi. Tracciate sotto il cartone due linee parallele, una a circa 2 cm dal bordo anteriore e una a 2 cm dal bordo posteriore.
  2. Create quattro guide. Su ciascuna linea fissate due pezzi di cannuccia, uno vicino al lato destro e uno vicino al sinistro. Lasciate al centro uno spazio libero di circa 2 cm: l’asse posteriore deve restare visibile per poter agganciare l’elastico.
  3. Montate assi e ruote. Infilate gli stecchini nelle guide e premete un tappo su ogni estremità. Le ruote devono essere perpendicolari agli assi e non sfregare contro il telaio.
  4. Controllate lo scorrimento. Spingete delicatamente l’auto senza elastico. Se devia o si blocca, riallineate le guide prima di continuare.
  5. Preparate il motore. L’adulto fissa la graffetta al centro del bordo anteriore. Annodate o bloccate un’estremità dell’elastico attorno alla parte scoperta dell’asse posteriore e agganciate l’altra alla graffetta. L’elastico deve essere appena teso, non tirato al limite.
  6. Caricate l’elastico. Segnate una ruota posteriore con il pennarello e fatela ruotare all’indietro per 5 giri completi, in modo che l’elastico si avvolga sull’asse.
  7. Misurate. Posate l’auto dietro una linea di partenza su un pavimento piano, togliete le mani senza spingerla e misurate la distanza percorsa. Ripetete tre volte.
  8. Cambiate una sola variabile. Ripetete con 10 giri. Provate 15 giri soltanto se l’elastico resta moderatamente teso e non si deforma.
Che cosa osservare: aumentando i giri, in genere l’auto percorre più strada, finché attrito, slittamento o deformazione limitano il risultato.
Perché succede? Avvolgendosi sull’asse, l’elastico si allunga e si deforma, accumulando energia potenziale elastica. Quando viene liberato esercita una coppia sull’asse posteriore: l’asse gira con le ruote e l’attrito statico tra ruote e pavimento permette all’auto di spingersi in avanti.
Se l’auto non parte: se l’elastico si svolge ma l’asse non gira, fissatelo meglio all’asse; se le ruote girano a vuoto, provate una superficie meno liscia; se l’auto si blocca, riallineate assi e ruote. Tenete sempre viso e occhi lontani dall’elastico caricato.

Domanda da piccolo ingegnere: «Quale limite incontriamo per primo: elastico che slitta, ruote che slittano o assi che fanno troppo attrito?»

Esperimento 515 minuti · con un adulto

La chitarra di elastici

Che cosa scopriamo: un elastico pizzicato vibra; la frequenza della vibrazione determina se percepiamo un suono più grave o più acuto.

Occorrente

  • 1 scatola vuota di fazzoletti con apertura superiore
  • 3–4 elastici integri di spessori diversi
  • 2 matite non appuntite
  • nastro adesivo e righello
Prima della prova: l’adulto rimuove l’eventuale pellicola di plastica dall’apertura, controlla gli elastici e li monta tenendoli lontani dal viso. Non usate elastici secchi o screpolati e non tendeteli fino al limite.
  1. Montate le “corde”. Avvolgete gli elastici intorno alla scatola in modo che attraversino l’apertura, paralleli e senza sovrapporsi.
  2. Create due ponticelli. Infilate una matita sotto tutti gli elastici a ciascun lato dell’apertura; fissatele con poco nastro perché non rotolino. Il tratto tra le matite è quello che vibrerà meglio.
  3. Ascoltate e guardate. Pizzicate delicatamente un elastico al centro. Osservate il movimento rapido e ascoltate il suono.
  4. Fermate la vibrazione. Toccate appena l’elastico: quando la vibrazione si arresta, si interrompe anche il suono.
  5. Confrontate gli spessori. Pizzicate gli elastici nello stesso punto e con una forza simile. Annotate quale produce il suono più grave e quale il più acuto.
  6. Provate la lunghezza. Scegliete un solo elastico, misurate la distanza tra le matite, poi avvicinate una matita e pizzicate di nuovo. In questo confronto usate sempre lo stesso elastico.
Che cosa osservare: gli elastici non producono tutti la stessa nota. Accorciando il tratto libero di uno stesso elastico, il suono tende a diventare più acuto.
Perché succede? L’elastico spostato dalla posizione di riposo esercita una forza di richiamo e oscilla avanti e indietro. La vibrazione mette in movimento l’aria e la scatola amplifica il suono. In generale, un tratto vibrante più corto, un elastico più teso o un elastico più sottile produce una frequenza maggiore e quindi un suono più acuto; spessore, lunghezza e tensione vanno però confrontati una variabile alla volta.
Per una prova corretta: il confronto tra elastici diversi è esplorativo, perché possono cambiare contemporaneamente spessore, lunghezza e tensione. La prova sulla lunghezza dello stesso elastico controlla meglio le variabili.

Domanda musicale: «Che cosa cambia se pizzichi più forte: soprattutto l’altezza della nota o il volume?»

03 · Resistenza dell’aria

L’aria può davvero frenare un oggetto?

Sì. Quando un oggetto si muove, urta e sposta l’aria. Questa esercita una forza opposta al movimento, chiamata resistenza dell’aria. Superficie, forma e velocità cambiano quanto forte sarà il “freno”.

Dillo così a un bambino

«L’aria è un mare invisibile: quando ti muovi devi aprirti una strada dentro di lei.»

Greta confronta la caduta di due paracadute di carta con cupole di dimensione diversa
Più superficie incontra l’aria, più evidente può diventare il rallentamento.
Esperimento 625 minuti · con un adulto

La gara dei due paracadute

Che cosa scopriamo: a parità di materiale e carico, una cupola con area maggiore tende ad aumentare il tempo di caduta.

Occorrente

  • 1 tovagliolo leggero o carta velina sufficiente per 2 quadrati
  • 8 fili di spago leggero lunghi 25 cm ciascuno
  • 2 tappi di sughero il più possibile uguali
  • nastro adesivo
  • righello e pennarello
  • forbici usate dall’adulto
  • telefono con rallentatore, facoltativo
Prima della prova: ricavate entrambe le cupole dallo stesso materiale. Scegliete due tappi uguali e usate esattamente quattro fili della stessa lunghezza per ogni paracadute.
  1. Tagliate le cupole. L’adulto ritaglia un quadrato di 25 × 25 cm e uno di 15 × 15 cm.
  2. Fissate i fili. Applicate un piccolo pezzo di nastro su ogni angolo e fissate un filo sopra il nastro. I quattro punti di attacco devono essere simmetrici.
  3. Aggiungete i carichi. Riunite le estremità dei quattro fili e legatele a un tappo. Ripetete per l’altro paracadute, controllando che il tappo resti centrato sotto la cupola.
  4. Eliminate i grovigli. Sollevate ogni cupola dal centro: i quattro fili devono tendersi insieme e il tappo non deve pendere da un solo lato.
  5. Stabilite la partenza. Segnate sul muro l’altezza delle spalle dell’adulto. Tenete il centro della cupola su quel livello, con il carico libero sotto, sopra un tappeto.
  6. Lasciate senza lanciare. Provate un paracadute alla volta e registrate la caduta di lato, oppure fate osservare a una seconda persona. Eseguite tre cadute per ogni misura.
  7. Fate un controllo. Scambiate i due tappi e ripetete almeno una volta: il paracadute grande dovrebbe restare quello più lento.
Che cosa osservare: il paracadute con la cupola da 25 cm tende a impiegare più tempo per raggiungere il tappeto. Le tre ripetizioni servono perché una cupola può aprirsi male in una singola prova.
Perché succede? Durante la discesa la gravità tira il sistema verso il basso, mentre la resistenza dell’aria si oppone al moto. A parità di forma, materiale, fili e carico, la cupola più grande intercetta e sposta più aria e genera in genere più resistenza, riducendo la velocità di discesa.
Se un paracadute cade di lato: controllate che i fili abbiano la stessa lunghezza, che il carico sia centrato e che la cupola non sia piegata o incollata su se stessa. Una discesa storta non è un confronto valido.

Domanda per progettare meglio: «Conta di più la grandezza, la forma o il materiale della cupola? Come possiamo provarlo cambiando una sola cosa?»

Esperimento 720 minuti · con un adulto

L’elicottero di carta

Che cosa scopriamo: l’aria che scorre sulle due pale produce forze che fanno autoruotare il modello e ne rallentano la discesa.

Occorrente

  • 2 strisce identiche di carta da 5 × 18 cm
  • 2 graffette grandi uguali
  • righello e matita
  • forbici usate dall’adulto
  • 1 tappeto o asciugamano piegato
  • cronometro o rallentatore, facoltativo
Prima della prova: lavorate su una striscia in verticale. Chiamate “alto” il lato corto da cui ricaverete le pale e “basso” quello che porterà la graffetta.
  1. Tracciate le guide. Sul primo modello segnate una linea orizzontale a 7 cm dal bordo superiore. Dal centro del bordo superiore tracciate una linea verticale fino a incontrarla.
  2. Ritagliate pale e corpo. L’adulto taglia lungo la linea verticale; poi, sulla linea orizzontale, pratica un taglio di 1,5 cm da ciascun bordo verso il centro, lasciando intatti i 2 cm centrali.
  3. Formate le pale. Piegate una delle due metà superiori in avanti e l’altra all’indietro, entrambe ad angolo retto rispetto al corpo.
  4. Stringete il corpo. Sotto i due tagli orizzontali piegate verso il centro la fascia sinistra e quella destra, sovrapponendole leggermente: otterrete uno stelo stretto e più rigido.
  5. Aggiungete il peso. Piegate verso l’alto gli ultimi 2 cm del bordo inferiore e applicate una graffetta al centro. Il peso basso aiuta il modello a restare verticale.
  6. Provate il volo. L’adulto tiene il modello dalla parte bassa del corpo, con le pale in alto, all’altezza delle spalle. Lasciatelo senza lanciarlo sopra il tappeto e ripetete tre volte.
  7. Costruite il confronto. Sulla seconda striscia collocate la linea orizzontale a 5 cm dal bordo superiore anziché 7 e ripetete gli stessi tagli e pieghe; mantenete uguali carta, graffetta e altezza di rilascio.
  8. Confrontate tre cadute per modello. Osservate quanto rapidamente inizia la rotazione, il tempo di discesa e la stabilità della traiettoria.
Che cosa osservare: dopo un breve tratto iniziale il modello dovrebbe ruotare. Pale di lunghezza diversa possono cambiare velocità di rotazione, stabilità e tempo di discesa; il risultato va ricavato dalle ripetizioni, non indovinato in anticipo.
Perché succede? Cadendo, il modello fa scorrere aria sulle pale inclinate. Le forze aerodinamiche sulle due pale generano una rotazione spontanea, detta autorotazione, e una componente verso l’alto che, insieme alla resistenza aerodinamica, rallenta la discesa. La graffetta abbassa il baricentro e aiuta a mantenere il corpo verticale.
Se non ruota: controllate che le pale siano piegate in direzioni opposte, ben aperte e simmetriche. Se il modello capovolge, centrate la graffetta e verificate che il corpo sia piegato nello stesso modo sui due lati.

Domanda da progettista: «Quale modello scende più lentamente nelle tre prove, e quale invece segue la traiettoria più diritta?»

Il metodo scientifico in quattro mosse

Non serve usare parole difficili. Basta ripetere la stessa piccola routine in ogni attività.

  1. 1Prevedi

    «Secondo te che cosa succederà?» Nessuna previsione viene derisa.

  2. 2Prova

    Cambiate una sola variabile e tenete uguale tutto il resto.

  3. 3Osserva

    Contate, misurate, filmate o disegnate quello che accade davvero.

  4. 4Migliora

    Una prova “sbagliata” è un indizio: cambiate qualcosa e riprovate.

Il regalo migliore non è dire subito la risposta: è lasciare al bambino abbastanza tempo per costruirne una.

La mia scheda da piccolo scienziato

Una pagina semplice per annotare previsione, osservazione e nuova domanda. Stampala e usala con tutti e sette gli esperimenti.

Domande frequenti sugli esperimenti di fisica per bambini

Ogni risposta inizia dall’essenziale e aggiunge solo la spiegazione che serve.

Qual è l’esperimento sulla gravità più facile da fare?

Il confronto tra un foglio disteso e uno appallottolato è il più immediato. Richiede due fogli e meno di cinque minuti. Mostra anche perché, sulla Terra, non possiamo parlare di gravità senza considerare la resistenza dell’aria.

Per quale età sono adatti questi esperimenti?

Sono pensati soprattutto per bambini da 7 a 10 anni. A 7 anni l’adulto guida costruzione e domande; verso i 9–10 anni il bambino può misurare tempi, registrare risultati e proporre varianti.

Gli oggetti pesanti cadono più velocemente?

Nel vuoto, oggetti diversi cadono con la stessa accelerazione. Nell’aria possono arrivare in momenti diversi perché forma, superficie e velocità cambiano la resistenza dell’aria. È per questo che sulla Luna un martello e una piuma lasciati insieme toccarono il suolo nello stesso momento.

Qual è la differenza tra massa e peso?

La massa indica quanta materia contiene un corpo; il peso è la forza con cui la gravità lo attira. La massa resta la stessa sulla Terra e sulla Luna, mentre il peso cambia perché cambia l’intensità della gravità.

Che cos’è la resistenza dell’aria in parole semplici?

È la forza con cui l’aria si oppone a un oggetto che la attraversa. Un paracadute ha una grande superficie e sposta molta aria, quindi viene frenato più di un oggetto compatto.

Perché la pallina di carta cade prima del foglio?

Perché presenta meno superficie all’aria. Non ha acquisito più gravità: ha la stessa massa del foglio di partenza, ma una forma più compatta che incontra meno resistenza.

Come si spiega la forza elastica senza formule?

Si può dire che un elastico deformato cerca di tornare alla sua forma iniziale. Per renderlo visibile, segnate la posizione a riposo, tendetelo poco e osservate il ritorno. L’automobilina mostra come quel ritorno può produrre movimento.

Un elastico può perdere elasticità?

Sì. Se viene teso troppo, scaldato o usato molte volte, può non tornare completamente alla forma iniziale. È anche un buon motivo per non superare mai una tensione moderata durante gli esperimenti.

Che cosa deve fare un genitore durante l’esperimento?

Garantire sicurezza e fare domande, non anticipare ogni risposta. L’adulto prepara le parti delicate, invita il bambino a prevedere, osserva insieme a lui e lo aiuta a cambiare una sola variabile per volta.

Che cosa faccio se l’esperimento non funziona?

Trattate il risultato come un dato, non come un fallimento. Controllate altezza di partenza, rilascio simultaneo, correnti d’aria, simmetria e attrito. Poi cambiate una cosa sola e ripetete almeno tre volte.

Servono formule per insegnare fisica a 7–10 anni?

No: a questa età sono più importanti relazioni, confronti e linguaggio preciso. “Più grande”, “più lento”, “stessa altezza” e “una sola cosa diversa” preparano il pensiero necessario per le formule future.

Come trasformo un gioco in un vero esperimento?

Stabilite una domanda misurabile e cambiate una sola variabile. Per esempio: «Una cupola più grande aumenta il tempo di caduta?» Tenete uguali peso, fili e altezza; cambiate soltanto la grandezza della cupola.

Quali materiali conviene tenere in una scatola STEM?

Carta, cartone, nastro, spago, elastici, cannucce di carta, tappi grandi, matite e un cronometro coprono moltissime attività. Forbici, punteruoli, graffette e parti piccole restano nella scatola dell’adulto.

Quali libri di scienza sono adatti ai bambini di 7–10 anni?

Funzionano bene i libri che uniscono una storia coinvolgente a concetti corretti e verificabili. Cercate illustrazioni leggibili, domande aperte, esempi quotidiani e attività che invitino a osservare. La Maestra Quarketti nasce proprio con questa struttura: prima l’avventura, poi la scoperta.

Fonti usate per verificare attività e spiegazioni

Per gravità e caduta libera: Apollo 15 Hammer–Feather Drop e The Law of Gravitation — guida didattica NASA. Per il ruolo di lunghezza e massa nel pendolo: Simple Harmonic Motion di OpenStax.

Le costruzioni sono state confrontate con le attività educative Build a Rubber Band-Powered Car, Make a Rubber Band Guitar e Flying Helicopters on Mars di Science Buddies, oltre alla lezione Parachute Design di NASA/JPL.

Guida pubblicata il e revisionata il . Le attività sono dimostrative e richiedono la supervisione di un adulto.

7–10 anni Copertina di La Maestra Quarketti — Fisica Strabiliante

La fisica continua dentro una storia.

In La Maestra Quarketti — Fisica Strabiliante, gravità, resistenza dell’aria e forza elastica diventano tre avventure illustrate con Mia, Tommaso e Greta.

  • concetti reali raccontati senza lezione frontale;
  • oltre 100 pagine illustrate;
  • domande e invenzioni che prolungano la curiosità.

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